Materia prima, in Australia la zootecnia rallenta, in Giappone non produce abbastanza

La filiera della carne rossa australiana non se la passa affatto bene. L’export di capi vivi nell’anno in corso è diminuito del 33%, mentre la produzione di carne è condizionata da “tasso di cambio troppo alto, numeri bassi, alto costo della lavorazione e dell’energia”, lamenta con la stampa locale Richard Norton, presidente di MLA (Meat & Livestock Australia). Cartina di tornasole, afferma Norton, della situazione è il ritmo delle chiusure di stabilimenti: “Il settore è sotto stress: tutti i competitor hanno prezzi inferiori, stiamo perdendo quote di mercato in Corea, mentre qui siamo sommersi da carne di importazione statunitense”. C’è un che di paradossale, invece, nel trend della zootecnia in Giappone. Qui il consumo di carne rossa è in aumento (+4% nel 2017), ma il calo della produzione nazionale (-2% nel semestre) ha scatenato il contestuale aumento delle importazioni (+18%).

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