Materia prima, la carne australiana vuole diventare “carbon neutral” entro il 2030

È coinvolta l’intera filiera australiana della carne, dagli allevamenti ai macelli. Il conseguimento dell’obiettivo metterebbe il comparto “con la testa e le spalle” al di sopra della platea dei concorrenti. E sarebbe una mossa per confortare la clientela sulla sostenibilità del prodotto. MLA, l’associazione dell’industria zootecnica di Canberra, ha annunciato il progetto per rendere entro il 2030 il cluster del tutto “carbon neutral”, cioè a emissioni zero. Per trasformare quella che ora è solo una cornice di intenzioni in un programma di innovazioni del processo e di investimenti tecnologici, MLA coinvolge CSIRO (agenzia governativa per la ricerca scientifica) e il Ministero australiano per l’Ambiente e l’Energia. Secondo l’associazione della zootecnia, il comparto, che vanta un patrimonio di 28 milioni di bovini e 70 milioni di pecore, ha già ottenuto risultati significativi nel recente passato: “La carne rossa nel 2005 valeva il 20% delle emissioni del Paese – ha affermato il direttore generale di MLA Richard Norton –, mentre nel 2015 incideva per il 13%”.

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