Negli USA cresce l’export di carne, non in Brasile (come la pelle)

Negli USA cresce l’export di carne, non in Brasile (come la pelle)

Negli USA cresce, in Brasile no. È l’export di carne rispettivamente nei mesi di ottobre e novembre. Gli USA devono ringraziare soprattutto il mercato giapponese. Il Brasile soffre invece per la mancanza di acquisti dalla Cina, ancora ferma dopo l’insorgere di alcuni casi di BSE. Calano anche le vendite oltre confine di pelli. Tra novembre 2020 e novembre 2021 il Paese sudamericano ha esportato l’1,2% in meno in termini di valore e il 39,6% in termini di superficie.

Negli USA cresce

L’agenzia US Meat Export Federation ha elaborato e diffuso i dati USDA sull’export di carne dagli Stati Uniti per il mese di ottobre. In questo periodo gli USA hanno venduto all’estero 115.709 tonnellate di carne rossa, il 7,5% in più di ottobre 2020. Il totale calcolato sui primi 10 mesi dell’anno sale così a 1,19 milioni di tonnellate di carne, vale a dire il +17% su base annua. In termini di valore, nello stesso periodo l’incremento è del 38% (8,53 miliardi di dollari). Un record, considerando che l’apice riguardava il dato 2018 quando gli Stati Uniti avevano esportato 8,33 miliardi di dollari. Il maggiore acquirente è il Giappone, dove il governo ha allentato le restrizioni ai ristoranti, che a ottobre ha importato 23.435 tonnellate di carne per 198,7 milioni di dollari (+35% su base annua).

In Brasile calano

Il Brasile, invece, a novembre ha venduto il 49% di carne in meno rispetto al 2020. Il totale di carne esportata è di 81,17 tonnellate, per un valore di 399,6 milioni di dollari (-43%). Ciò è determinato soprattutto dalla frenata agli acquisti della Cina, che ha interrotto le importazioni dal Brasile dallo scorso 4 settembre dopo la comparsa di alcuni casi di “mucca pazza”. In discesa anche le vendite di pelle. Secondo i dati CICB, a novembre il fatturato estero si è attestato a 100,7 milioni di dollari. Erano 102 nel novembre 2020. Ciò equivale a un calo dell’1,2%. In termini di superficie la contrazione è del 39,6%: dai 17,4 milioni di metri quadri del novembre 2020 ai 10,5 milioni del novembre 2021. (art)

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