UK, carne e pelle (per ora) dicono che Brexit non sembra così male

UK, carne e pelle (per ora) dicono che Brexit non sembra così male

In fin dei conti, Brexit non sembra così male. Le associazioni britanniche della carne e della pelle prendono visione delle tabelle tariffarie che il Governo intende applicare dal primo gennaio 2021 al posto di quelle esterne comunitarie. E si dicono soddisfatte. La prima perché si vede salvaguardata dalla competizione sul prezzo fatta dai prodotti animali d’importazione. La seconda perché non vede applicati dazi all’import di beni strategici per l’industria conciaria.

Brexit non sembra così male

Rimane un’incognita, al momento: il governo inglese potrebbe chiedere una proroga della fase di transizione. In questo senso, allora, non sarebbe il prossimo primo gennaio il Day One di Brexit. In attesa che sia sciolta la riserva, l’industria zootecnica recepisce con favore la notizia che Londra intende mantenere i dazi all’import di prodotti quali la carne bovina e di agnello sulla linea di quelli attualmente garantiti dall’UE. “Per noi – commenta con GlobalMeat News Andy McGowan, presidente della sigla scozzese della carne SAMW – è motivo di sollievo e di soddisfazione, perché vuol dire che il Governo ha deciso di ascoltare le nostre posizioni”.

Leather UK soddisfatta

Niente dazi sull’acquisto di crust bovino e di wet blue e crust equino. Non solo: tariffe azzerate per l’acquisto dall’estero di pelli finite bovine e ovine. Categorie di prodotto per le quali, in precedenza, si erano paventate gabelle comprese tra il 3,5% e il 6,5%. “Siamo lieti di segnalare che siamo riusciti a eliminare tali tariffe d’importazione”, è la nota di Leather UK, che sulla partita ha rappresentato gli interessi di conciatori e operatori della filiera britannica della pelle, ripresa da Leatherbiz.

 

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