Un semestre negativo per la zootecnia neozelandese: meno macellazioni, export giù del 9,2%

Un semestre mediocre per la zootecnia della Nuova Zelanda. L’export di carne e lana da Wellington nel periodo gennaio-giugno è calato del 9,2% medio, per un giro d’affari di 8,3 miliardi di dollari neozelandesi (poco meno di 5 miliardi di euro). Per quanto riguarda le proteine animali, gli analisti del Governo, riporta la stampa specialistica, imputano il calo a un ritmo di conferimento (soprattutto delle vacche da latte) inferiore a quelli dei due anni precedenti. Il parallelo ritmo cedente delle macellazioni di agnello, però, ha generato un aumento del valore della carne ovina all’export. La Nuova Zelanda calcola che il 2018 e il 2019 saranno anni di moderata crescita (+2% circa), trainata da nuovi accordi commerciali (ancora non applicati al 100%) con la Cina per la carne rossa, così come è prevista al rialzo la domanda globale di carne di agnello. L’annuncio di investimenti nel settore, forse, sono una spia che non solo il Governo crede nell’espansione del mercato.

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