USA, gli allevatori indipendenti contro Tyson Foods, Cargill, JBS e National Beef: “Fanno cartello per tenere i prezzi bassi”

Un cartello per ridurre i prezzi del bestiame e guadagnare nuove fette di mercato. È l’accusa mossa dal Ranchers Cattlemen Action Legal Fund United Stockgrowers of America (R-CALF) nei confronti di quattro colossi del commercio di carne: Tyson Foods, Cargill, l’unità statunitense di JBS e National Beef. A darne notizia è l’agenzia di stampa Reuters, secondo cui l’associazione di allevatori avrebbe redatto una relazione di 104 pagine in cui dimostrerebbe l’esistenza di un accordo tra le quattro big della macellazione nato nel gennaio 2015 e volto a mantenere basso il prezzo del bestiame cosiddetto “fed”, vale a dire quello allevato specificatamente per la produzione di carne. In questo modo, secondo le accuse di R-CALF, le aziende sarebbero riuscite a migliorare margini e redditività. Reuters riporta che la relazione sarebbe stata presentata alla Corte Federale di Chicago per ulteriori indagini e ad essa sarebbe stata allegata una richiesta di risarcimento. Immediata la replica dei colossi della macellazione, con Tyson che bolla le accuse come “infondate“. “Vogliamo che i nostri fornitori abbiano successo” ha dichiarato l’azienda a Reuters. Secondo R-CALF la denuncia avrebbe lo scopo di “impedire alle 4 grandi aziende di sottrarre il mercato di bestiame statunitense oggi controllato da produttori indipendenti“, riporta l’agenzia di stampa. (art)

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