Vuitton vuole pelli di qualità

Lvmh rallenta, ma non recede dall’indirizzo commerciale determinato ad inizio anno: meno espansione cinese e maggiore qualità. “La ragione per cui la nostra espansione cinese è inferiore a quella delle aziende con cui competiamo è dovuta al nostro rallentamento nell’apertura di negozi – ha spiegato Jean-Jacques Guiony, direttore finanziario della holding del lusso (nella foto) – se fossimo aperti all’ipotesi di piazzarci nelle città di terzo livello, questo ripagherebbe nell’immediato, ma non siamo affatto sicuri sia la cosa giusta per I’esclusività del brand nel lungo periodo. Per cui, non lo faremo. Siamo certi che quando l’Europa recupererà, la crescita sarà rapida”. 
L’osservazione arriva il giorno dopo la presentazione del bilancio del primo trimestre 2013 (incassi +5,5%, a fronte del +12 nel medesimo periodo dell’anno scorso) e mentre le quotazioni del gruppo scendevano del 3,8% alla Borsa di Parigi. “Il traino”, ha aggiunto, “è venuto a mancare proprio in Cina, dove si realizza direttamente o indirettamente la metà degli affari”. Guiony ha anche fatto notare che il deprezzamento dello yen ha causato l’aumento del valore dei prodotti in Giappone, altro mercato cruciale soprattutto per il brand Louis Vuitton, che adesso costano anche il 50% in più del prezzo francese. Confermate le difficoltà nel reperire pelli di qualità. (p.t.)

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