Capasa dice che l’invernale è andato bene, ma 8.000 PMI rischiano

Capasa dice che l'invernale è andato bene, ma 8.000 PMI rischiano

La notizia positiva è che l’invernale è andato bene. Questo, insieme, a un’auspicabile accelerazione della campagna vaccinale, potrebbe regalare alla moda italiana un +5/15% nel secondo semestre. Ma non basta perché Claudio Capasa (nella foto) possa dire che la crisi del Coronavirus è alle spalle. Al contrario. Il presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana ribadisce l’esortazione al Governo. Al sistema servono 3 miliardi, subito, altrimenti circa 8.000 aziende rischiano di non farcela.

L’invernale è andato bene

La buona notizia in primis. “Gli ordini di capi d’abbigliamento, accessori e scarpe per il prossimo autunno e inverno sono andati bene”, dice Capasa ad Affari & Finanza. L’attenzione, ora, si sposta sulla campagna nazionale di vaccinazione. Che, complice il caso AstraZeneca, non procede proprio a passo spedito. Eppure i vaccini sono la chiave di volta del 2021, perché “dovrebbero consentire una ripresa piena delle esportazioni oggi frenate dal virus”.

 

 

L’allarme

Capasa ha già avuto modo di chiedere l’intervento del Governo a sostegno della filiera. I 3 miliardi auspicati “servono subito – tuona –. Li chiediamo a sostegno dei più piccoli, di quegli artigiani con meno di 15 dipendenti che collaborano coi grandi marchi e fanno grande il nostro Paese. Andrebbero poi sostenuti anche i brand più blasonati, perché si sono fatti carico dei più piccoli con ricadute sui propri bilanci”. Lo scenario della crisi è variegato: “Ci sono realtà che hanno perso il 50% – continua – e altre appena il 10%”. Ma è comunque “urgente che il governo corra in loro aiuto. Altrimenti temiamo che possano chiudere più di 8.000 PMI mandando a casa migliaia di addetti – conclude Capasa –. Bisogna salvare il sistema moda, che rischia di essere travolto”.

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