Dagli Usa 42 milioni di dollari al Bangladesh

È stato denominato “The Bangladesh Workers Safety Initiative”, rappresenta la risposta dei giganti dell’industria americana alle tragedie che hanno colpito negli ultimi mesi le fabbriche del Bangladesh e che hanno causato oltre 1.200 morti. I rappresentanti di diciassette aziende che importano abbigliamento dal Paese asiatico hanno stipulato un accordo quinquennale che fornisce 42 milioni di dollari in fondi destinati a migliorare le condizioni di lavoro degli operai, al tirocinio professionale di dipendenti e proprietari di fabbriche. Dell’accordo fanno parte gruppi come Wal-Mart, Gap, VF e Target, ma anche grandi magazzini del lusso come Nordstrom e Macy’s e gruppi al pari di Jones (Nina West, Atwood, Weitzman, Enzo Angiolini). È stato inoltre istituito un fondo di 100 milioni a cui i manifatturieri possono attingere per migliorare le condizioni di sicurezza nel sistema di produzione. Nel primo anno, l’accordo prevede che il 100% delle fabbriche debba essere sottoposto a ispezione, che gli standard debbano essere migliorati nei primi tre mesi e che il risultato delle verifiche venga diffuso a tutti i firmatari dell’accordo. Circa settanta aziende europee avevano sottoscritto un protocollo analogo sotto l’egida di Industria ALL Global Union a cui avevano aderito solo quattro aziende statunitensi, tra cui Abercrombie. Ad aprile, 1.129 operai sono deceduti nel rogo del Rana Plaza mentre 112 erano morti in quello di Tazreen Fashion, tutti dipendenti di aziende che riforniscono i mercati mondiali dell’abbigliamento, Stati Uniti in testa. (pt)

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