Non solo conigliette: amava il lusso e le scarpe su misura. È morto Hugh Hefner, fondatore di Playboy

Nell’immaginario collettivo sarà ricordato per le playmate, in italiano “le conigliette” (per chi non lo sapesse). Dagli addetti all’industria editoriale sarà ricordato per aver dato vita nel 1953 a una rivista, Playboy, imitatissima nel suo genere e venduta in tutto il mondo. Dagli storici del Novecento sarà ricordato per il suo contributo alla rivoluzione dei costumi che ha trasformato la società occidentale. È morto a Los Angeles Hugh Hefner (91 anni). L’imprenditore era un amante non solo delle belle donne, ma anche del bel vestire. La sua immagine, soprattutto negli ultimi anni, era appiattita su elementi al limite dell’autoparodia: il pigiama di seta abbinato al berretto da marinaio. Ma Hefner apprezzava l’alta moda e, come gli riconoscono ora in molti, è stato tra i primi a sdoganare l’idea che fosse virile e da macho interessarsi al proprio look. L’editore possedeva 35 abiti sartoriali griffati Armani ed amava i mocassini. Tra le sue firme preferite, compariva Di Fabrizio, produttore losangelino di scarpe su misura (celebrato come “the shoemaker to the stars”), mentre si era affidato all’azienda di Miami Del Toro per produrre calzature con il logo del coniglietto. Per celebrare Hefner nella loro capsule collection presentata a giugno, Louis Vuitton e Supreme hanno inserito un paio di slipper in pelle nera o rossa dal nome “Hugh”. Sui siti e-commerce, adesso si trovano di seconda mano ad un prezzo compreso tra i 1.000 e i 2.000 dollari.

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