Secondo KPMG l’Italia è un mercato florido per le acquisizioni, ma non per forza nel ruolo di preda. Trattative per Trussardi

Prima i numeri secchi. Secondo KPMG e Bocconi nei primi 9 mesi del 2018 in Italia si sono concluse 626 operazioni di merger & acquisition, per un valore complessivo di 38 miliardi di euro: cioè il +10% rispetto 2017 e il +40% sul 2016. Lo studio, che analizza i closing in tutti i comparti produttivi, certifica una certa vitalità del tessuto imprenditoriale italiano, dove aumentano le operazioni condotte da aziende nostrane con imprese connazionali (310, 100 in più rispetto all’anno precedente) e anche, in valore (+41%), le sortite all’estero per comprare società d’oltre confine. Nelle pagine del report “M&A per la crescita del made in Italy”, non potrebbe essere altrimenti a breve distanza dall’acquisizione di Versace dalla neo-ribattezzata Capri Holding, risuona l’interrogativo: quale ruolo hanno le aziende tricolore nel mercato delle acquisizioni, quello di prede di holding internazionali, o di predatori? KPMG e Bocconi prendono in analisi un campione di 355 aziende imprese di settori trainanti dell’economia, tra cui la moda e la pelletteria, che per caratteristiche (ricavi superiori ai 55 milioni, margine operativo lordo pari ad almeno il 10%, stabile da 7 anni) si candidano ad entrare nell’interesse di compratori esteri. Ma che “a loro volta potrebbero svolgere il ruolo di poli aggreganti”, spiega l’analista di KPMG, Max Fiani, a L’Economia, l’inserto del Corsera. La precondizione necessaria, però, è “che ci sia un percorso di consolidamento”, per citare ancora Fiani, in un contesto industriale invece molto frammentario. A proposito di consolidamenti italiani, rimbalza dalle pagine del Messaggero l’indiscrezione (non confermata) che Quattro R, fondo che come sottoscrittori Inail, Inarcasse e Cassa Forense e che è specializzato in interventi in aziende con squilibrio finanziario, è pronta a rilevare Trussardi. Il brand è attualmente controllato dalla famiglia Trussardi tramite la holding Finos. Secondo il Sole 24 Ore, la tempistica non è certa, ma la trattativa c’è.

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