Tutti insieme associativamente. Battezzata a Milano Confindustria Moda, “esempio del fare sistema” da 88 miliardi

“Una giornata storica per il made in Italy”. Parola di Claudio Marenzi, presidente di SMI e neopresidente della (a sua volta neonata) federazione della moda italiana, da oggi Confindustria Moda, tenuta a battesimo a Milano da Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, e Ivan Scalfarotto, sottosegretario MISE. Quanto annunciato in via “informale” ai primi di febbraio, dunque, diventa “associativamente” realtà: Sistema Moda Italia fa gruppo con le scarpe di Assocalzaturifici, la pelletteria di Aimpes, le pellicce di AIP, l’oreficeria di Federorafi e l’occhialeria di ANFAO (a loro volta già riunite in FIAMP), attende la prossima adesione di UNIC (Unione Nazionale Industria Conciaria) e dà il via a una compagine di associazioni “orgogliose di essere industriali” che rappresenta un giro d’affari superiore a 88 miliardi di euro ed è composto da oltre 67.000 imprese (che occupano più di 580.000 addetti), esprimono una quota di export sul fatturato del 62% e, insieme, rappresentano i settori con il miglior surplus nella bilancia commerciale in Italia. Confindustria Moda avrà una sede comune (in corso Sempione, a Milano), “una casa comune”, l’ha definita Marenzi, all’interno della quale “le associazioni federate manterranno autonomia operativa su tematiche verticali e specifiche di ciascun settore, come eventi e fiere”, ma potranno beneficiare di “servizi trasversali di consulenza legale, gestione delle relazioni industriali, ufficio studi”. Un “esempio del fare sistema – dice Vincenzo Boccia – che deve essere osservato da tutta l’industria italiana e del quale bisogna essere riconoscenti”.

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