Bangladesh: l’ultimo dramma del “nuovo” leather cluster di Savar. Crolla il tetto di una conceria: 5 feriti

“Debolezza strutturale”. Non ci sarebbe stato nessun fattore esterno a causare il crollo del tetto di una conceria del distretto di Savar, Bangladesh. Anzi, nel momento del cedimento erano al lavoro due operai intenti proprio a rinforzare la copertura, alta circa 6 metri. Stando alla stampa locale, lo scorso 18 gennaio i vigili del Fuoco hanno lavorato per ore per estrarre dalle macerie 5 operai, poi trasportati negli ospedali della zona, mentre ulteriori accertamenti sono stati effettuati per verificare che non vi fossero altre persone da soccorrere nell’area del crollo. Se l’obiettivo è dotare l’area pelle del Bangladesh di un sito industriale che rispetti gli standard attuali di sostenibilità e sicurezza, il progetto del distretto di Savar è lontano dallo scopo. Testimoni oculari raccontano che le concerie già insediate nel sito fanno girare i bottali anche se la rete per il trattamento delle acque non è ultimata, mentre l’abbandono del vecchio e inquinatissimo distretto di Hazaribagh è ancora lontana dal completamento. Pur dimostrando di non avere il polso della situazione, il Governo di Dacca già valuta l’ampliamento dell’area del distretto di Savar. Va bene tutto, purché la farsa non si trasformi in tragedia. (rp)

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