In Cina adesso fanno i puristi della qualità: dopo i controlli a Shanghai neanche Ferragamo va bene

In Cina ancora articoli, anche di brand di lusso, che non rispettano gli standard minimi di qualità. Come reso noto ieri dall’Ufficio amministrativo per l’Industria e il commercio di Shanghai, oltre la metà di borse, valigie, zaini e vestiti venduti nei duty-free presenti presso i due aeroporti della metropoli cinese e scelti a caso per essere sottoposti a dei test-qualità, non hanno raggiunto gli standard minimi previsti dalle norme cinesi. Ad esempio, 22 delle 40 borse e valigie esaminate hanno presentato difetti importanti per quanto riguarda la cucitura, la lucentezza dei colori, la resistenza agli urti. Inoltre, una partita di borse Folli Follie vendute in un duty-free presso il T2 terminal dell’Aeroporto internazionale di Hongqiao, sempre a Shanghai, hanno fallito nettamente i test per la resistenza agli urti. Identico risultato per le borse Ferragamo prese in esame, che, testate 18 volte per verificarne la resistenza agli urti, hanno fallito il test. Problemi nella resistenza pure per una partita di zaini Lacoste venduti nello stesso terminal, che hanno presentato pure carenze nella cucitura, con un valore-qualità pari ad un terzo rispetto allo standard minimo richiesto dalle norme cinesi. Già a metà mese l’ufficio tecnico di Shanghai, a termine di un’indagine su 50 collezioni di pelletteria di brand cinesi, aveva concluso che la pelle impiegata nelle 25% degli articoli era al di sotto delle soglie minime di qualità richiesta.

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