Il 40% degli importatori Usa vuole uscire dalla Cina


Il 40% degli importatori statunitensi sta pensando di spostare dalla Cina le proprie piattaforme produttive. Lo riporta uno studio effettuato dalla Capital Business Credit e pubblicato questa settimana. Il 26%, aggiunge lo studio, ha già delocalizzato nei Paesi del sudest asiatico.
La principale ragione che sta inducendo i trader ad abbandonare Pechino è individuata nei costi in forte aumento, ma anche nel miglior livello qualitativo raggiunto da Vietnam, Indonesia, Bangladesh, Malesia, Pakistan.
Andrew Tananbaum, presidente esecutivo di Cbc, ritiene che la Cina continuerà ad essere il primo partner manifatturiero degli Stati Uniti; tuttavia ci sono zone di produzione che possono garantire una qualità analoga e che, per posizione geografica, garantiscono consegne più rapide via nave.
Tra coloro che si stanno allontanando dalla Cina, il 31,3% afferma che sta riportando la produzione negli Usa, il 18,8% sceglie in Vietnam, il 10,9% il Pakistan, il 9,4% il Bangladesh e il 3,1% le Filippine.
Anche i coreani si preparano ad abbandonare il Guangdong per gli stessi motivi, evidenzia il sito di informazione Hankyoreh: senza fare nomi di imprese coinvolte, cita espressamente i settori tessile, calzature e giocattoli.

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