La crisi della calzatura argentina (e l’apertura delle dogane) rovina Alpargatas: due stabilimenti chiusi, licenziamenti e ferie forzate in vista

Le ultime notizie che rimbalzano dalla stampa argentina raccontano che per febbraio e marzo sono stati cancellati i turni di lavoro nel weekend, che i 230 operai di uno stabilimento sono in smaltimento ferie arretrate, mentre per i 480 di un altro impianto si valuta addirittura l’anticipo delle ferie per tutto il 2018. Intanto, dallo scorso ottobre a oggi sono già due gli stabilimenti che hanno chiuso i battenti, per un totale di circa 170 dipendenti licenziati. La crisi della calzatura argentina rovina la filiale bairense di Alpargatas, azienda brasiliana del gruppo JBS che produce una gamma molto ampia di calzature: in tela, in pelle e in materiale sintetico, per uomo, donna e bambino, per lo più casual e sportivo. Alpargatas, fino all’ultimo autunno, vantava in Argentina 9 stabilimenti produttivi e poco meno di 3.400 dipendenti. Secondo la stampa locale, i vertici aziendali attribuiscono la crisi al crollo della domanda interna: la produttività degli impianti sarebbe passata dall’85% del 2015 al 57% attuale. A complicare i quadri ci sarebbero anche le liberalizzazioni approvate dal Governo Macri: le crescenti importazioni, specie di tessuti, dall’Asia mettono fuori mercato le produzioni nazionali. (rp)

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