La manifattura soffre: in Veneto la produzione moda è calata dell’1,1%, nelle Marche record negativo per l’export calzature

In Veneto l’industria della moda soffre. È il quadro definito dai dati diffusi da Unioncamere Veneto e VenetoCongiuntura al termine di una serie di indagini condotte su un campione di 1.730 imprese. Secondo lo studio, nel 2016 la produzione industriale in Veneto è cresciuta del 2,5% rispetto all’anno precedente, ma per il comparto che coinvolge settore tessile, dell’abbigliamento e calzaturiero il dato è negativo e si attesta sul -1,1%. Secondo le previsioni, infine, per il comparto dovrebbe proseguire la contrazione della produzione anche per il prossimo trimestre rispetto a quello dell’anno precedente. Anche l’export calzaturiero marchigiano è ancora in difficoltà. Nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni sono scese del 5,4% e si tratta del calo maggiore degli ultimi tre anni: -3,1% nel periodo gennaio-settembre del 2014 e -3,9% nello stesso periodo del 2015. Sul dato pre-crisi del 2008 l’arretramento è dell’8%. Il peso marchigiano sul export italiano di calzature è così sceso dal 18% dei primi nove mesi del 2015 al 16,6%. È ancora la Russia ad influenzare negativamente il dato, visto che perde il 17,5% e ora rappresenta solo il quarto mercato di destinazione. Segno meno però anche dei mercati che l’avevano scavalcata in classifica: Germania -1,5%, USA -4,7% e Francia -8,1%. Pesanti le perdite per Hong Kong (-15,4%), Cina (-21,1%) e Emirati Arabi Uniti (-34,6%). Bene la Svizzera (+10,5%), probabilmente per lo sviluppo delle vendite on line, e balzo della Corea (+31%). Male soprattutto la provincia di Fermo (-6,8%) che pesa il 53,3% dell’intero export regionale. Anche l’import si riduce nei primi nove mesi del 2016: -4%. (mv)

 

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