USA, FDRA implora Trump: “Se estendi alla scarpa la guerra con la Cina, è un guaio per tutti”

La calzatura statunitense continua a dare battaglia a Trump. In occasione dei nuovi potenziali dazi verso i prodotti cinesi minacciati da Washington, centinaia di società statunitensi, tra cui i principali marchi di calzature, hanno inviato una lettera all’amministrazione Trump, nella quale si oppongono ai nuovi dazi verso i prodotti cinesi per un controvalore di 200 miliardi di dollari di beni di consumo. Oltre 50 di queste aziende sono associate alla FDRA, l’associazione dei distributori e dei retailer calzaturieri americani e, nella lettera, sollevano preoccupazioni sul fatto che le tariffe proposte andrebbero a danneggiare in modo sproporzionato i consumatori, i lavoratori e le aziende statunitensi. Matt Priest, presidente e ceo di FDRA, ha dichiarato: “Anche se le calzature non sono nella terza lista proposta dall’amministrazione Trump, molti altri beni di consumo e macchinari di produzione sono a rischio, facendo salire i prezzi per tutti i consumatori americani. Pertanto l’aumento dei costi per i consumatori danneggia la nostra capacità di vendere più scarpe e questo influisce sul nostro settore”. Come affermano le società di calzature nella lettera, “le nuove tasse nascoste che toccano ogni singolo consumatore americano sono semplicemente l’approccio sbagliato”. Secondo le aziende statunitensi: “Non possiamo spostare le nostre catene di approvvigionamento con semplicità fuori dalla Cina senza che ci siano enormi disagi e aumenti dei costi. Milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti verrebbero messi a rischio se venisse adottata una nuova imposta del 10% o del 25%, a causa di un minor numero di vendite, meno investimenti e aumenti dei costi nelle catene di approvvigionamento statunitensi”. (mv)

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