L’ottimismo di Alo, il marchio athleisure che vuole sfondare nel lusso con le borse in pelle made in Italy. Il CEO Danny Harris appare quasi sfrontato quando, riferendosi al suo target di clienti, afferma: “Se compravano una borsa Chanel, ora compreranno una borsa Alo. Se comprano due o tre borse, certo, potrebbero ancora comprare una borsa Chanel”. Da dove arriva questa sua sicurezza? E perché le sue clienti dovrebbero spendere 3.600 dollari per una borsa? Alo ci crede e ce lo spiega lo stesso Harris.
Alo ci crede
Il nome “Alo” è un acronimo che sta per aria, terra e oceano. Il marchio è controllato da Alo Yoga, un’azienda statunitense fondata nel 2007 e specializzata in abbigliamento sportivo, particolarmente legato allo yoga e al benessere. L’azienda ha fatto il suo ingresso in altre categorie come prodotti per la cura della pelle, sneaker e ora punta al mercato delle borse di lusso. Successivamente toccherà a occhiali e profumi. Le borse verranno lanciate a settembre in tre stili e il loro prezzo varierà da 1.200 a 3.600 dollari. Saranno in pelle e prodotte in Toscana.
La filosofia di vita
Il lancio arriva mentre le definizioni di salute e lusso si stanno progressivamente avvicinando. “La salute è ricchezza, è benessere di lusso, consapevolezza, benessere mentale. Questo è il futuro” afferma a Vogue Business Danny Harris, il CEO dell’azienda. È sicuro che l’attenzione di Alo alla salute e al benessere, una filosofia di vita abbracciata da gran parte della Generazione Z, abbiamo dato al marchio quella credibilità necessaria per aspirare a diventare protagonista anche nel mercato del lusso. “Si tratta di un vero e proprio cambiamento generazionale rispetto a cosa sia realmente il lusso oggi”, afferma Harris. La Generazione Z rappresenta attualmente il 41% della clientela di Alo.
Obiettivo alla Hermès
Alo chiama i suoi negozi “santuari”, promette di aumentare i prezzi delle borse ogni anno e ha un obiettivo alla Hermès: la domanda deve sempre superare l’offerta. “Alo è un marchio social e digitale, ma stiamo cambiando il modo in cui ci presentiamo sul mercato con questa categoria proprio perché vogliamo che il cliente entri e tocchi la borsa, ne apprezzi la fattura e la sensazione al tatto della pelle”, afferma lo stesso Harris. Secondo il quale anche i clienti che non compreranno la borsa avranno un paio di leggings Alo nel proprio armadio. Il marchio fa sul serio e attualmente sta costruendo un negozio a sette piani a Parigi, insieme ad un altro ancora, sempre a Parigi, di fronte all’hotel Louis Vuitton che aprirà nel 2026. (mv)
Foto Alo
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