Biagiotti e Spagnoli: tutelare la filiera italiana per ripartire

Biagiotti e Spagnoli: tutelare la filiera italiana per ripartire

Tutelare il “piccolo e bello”. Le signore della moda Lavinia Biagiotti e Nicoletta Spagnoli spingono per tutelare la filiera italiana e i laboratori artigiani, piccoli scrigni che contengono il tesoro di lusso del Bel Paese. In altre parole: un patrimonio da difendere per difendere se stessi nella tormenta generata da CRV, soprattutto in questa fase di uscita dall’emergenza.

Tutelare la filiera a chilometri zero, Biagiotti

Il 13 settembre 2020 Biagiotti ha presentato la collezione primavera-estate 2021 a Roma, in piazza del Campidoglio. Cioè dove, insieme a Intesa San Paolo, ha sostenuto il restauro della Fontana della Dea Roma. Tutto volto a rafforzare il legame tra la Capitale e la griffe che ora, come racconta Lavinia Biagiotti all’inserto Moda de Il Sole 24 Ore, lancia il concetto di “made in Centro“. “Una produzione a chilometro zero, valorizzando la filiera del Lazio, i laboratori che ci sono sul territorio – racconta Lavinia Biagiotti, CEO di Biagiotti Group -. Vogliamo creare valore qui, rafforzare il made in Italy che è una bandiera nel mondo”. Una filiera che valorizza il “fatto qui”, i materiali pregiati e la ricerca innovativa.

 

 

Qualità e durevolezza, Spagnoli

“La capacità di spesa è diminuita e c’è un ritorno alla moralizzazione degli acquisti. Questo significa che i clienti tenderanno a comprare di meno, ma anche guardare di più alla qualità, ai dettagli, alla durabilità e al rapporto qualità-prezzo”. Così Nicoletta Spagnoli, CEO dell’omonima casa di moda umbra, prevede il mondo del fashion post-Covid. Un mondo perfetto per Spagnoli perché quelli ricercati sono gli elementi che hanno sempre caratterizzato le sue proposte. “La storia insegna che dopo una crisi scatta la voglia di vivere – continua la manager a Moda de Il Sole 24 Ore -. Le donne avranno ancora voglia di sentirsi belle e vorrei che lo facessero comprando capi fatti in Italia“. Per la ripartenza e il rilancio, quindi, secondo Spagnoli “dovremmo imparare a guardare di più al Paese di produzione. In questa fase occorre valorizzare le aziende italiane, compreso l’indotto“.

Immagini tratte da laurabiagiotti.it  e luisaspagnoli.it

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