Furla cresce a Oriente. Fatturato 2012 a 221 milioni di euro

“Abbiamo investito pazientemente nell’azienda, in silenzio e con una visione da lungo termine, e adesso stiamo raccogliendo i frutti”. Giovanna Furlanetto commenta così i dati del 2012, che attestano la crescita di Furla, determinata dall’espansione asiatica, dallo sviluppo delle vendite su internet e dal +93% nei negozi aeroportuali. 

I profitti, cresciuti del 18% a fronte dei 221 milioni di euro nelle vendite (+35%), vengono generati per il 76% dalle esportazioni grazie alla presenza in 63 Paesi del mondo con 319 negozi, dei quali 145 controllati direttamente. Il 27% delle vendite è originato dal Giappone“dove abbiamo iniziato a investire nel 1990. Adesso è il nostro mercato primario, il che ci inorgoglisce, essendo così sofisticato ed esigente” ha precisato Furlanetto. Anche l’espansione è diretta in Oriente: gli ultimi negozi aperti sono quelli di Hanoi (il terzo in Vietnam), Bangkok e Mumbai (primi nei due Paesi). Proprio in India il progetto ne prevede l’apertura di altri cinque.
La ripartizione geografica dei profitti vede la regione asiatica contribuire col 13%, Europa (Italia esclusa), Medio Oriente e Africa col 24. Gli Stati Uniti (9%) sono in ritardo rispetto alle intenzioni aziendali: “Ci sono enormi potenziali di crescita” sottolinea Furlanetto, che ricorda il successo che le collezioni hanno avuto da Saks (nella foto), il 35% di crescita da Bloomingdale’s. Furla è anche presente da Nordstrom. (m.c.)

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