Il futuro di Braccialini, dopo l’acquisizione di Graziella: retail e “avvicinamento ai Millennials orientali”

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Quattordici milioni per “assumerne il controllo”, ora nuovi investimenti per espandere l’attività e rilanciare il brand. Questo il passato prossimo e l’imminente futuro di Braccialini secondo Graziella, il gruppo di Arezzo che l’ha acquisito, salvandolo, attraverso l’asta del febbraio 2017. Costo dell’operazione: 6 milioni di euro, a cui ne sono stati aggiunti 3 per l’acquisizione delle società estere controllate e altri 5 per le linee di credito con gli istituti bancari. Totale: 14 milioni. Ora, dopo le difficoltà che hanno portato Braccialini al concordato preventivo, si guarda avanti. Il primo passo per il rilancio è stato compiuto prendendo il controllo dei punti vendita, quello successivo riportando in house la produzione delle linee di abbigliamento e maglieria, che erano state affidate in licenza. Restano ancora prodotte da terzisti le scarpe (calzaturificio marchigiano Prime). La strategia commerciale, come riportano alcuni media, è rivolta all’Asia, uno dei mercati più importanti a livello globale, e al Middle East, con Dubai e Abu Dhabi su tutti. Poi Corea del Sud, Giappone e Cina. Le novità riguarderanno, però, anche il prodotto che, come spiega a Pambianconews il presidente del gruppo Gianni Gori, sarà orientato all'”avvicinamento a una clientela più giovane”. Il mix perfetto è quindi quello incarnato dai Millennials orientali: molto giovani, appassionati di moda e con una buona disponibilità economica.

 

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