Il viaggio nella pelletteria di Claudio Delunas (Idee Partners)

Il viaggio nella pelletteria di Claudio Delunas (Idee Partners)

I movimenti nella filiera. Dalla bassa marginalità alle aggregazioni. Dalla difficoltà che incontrano le imprese nel trovare sia un nuovo cliente sia nuovo personale. In un momento storico tutt’altro che definito, quando le incertezze attuali si sommano con quelle future. L’intervista con Claudio Delunas, CEO di Idee Partners (società controllata da Pattern), è un viaggio nella pelletteria. Nel mensile La Conceria numero 10 (Mercato) abbiamo parlato con lui della borsa, settore in cui è difficile diventare grandi. Ma oggi è anche difficile gestire il calo produttivo derivante dal rallentamento del lusso.

Lo scenario

“Ieri il lusso era possedere un prodotto. Oggi si tende ad avere meno e a spendere per vivere un’esperienza. E ci sono delle tendenze che possono cambiare il futuro della produzione. Quale impatto sul mercato dal noleggio? E dalla rivendita? Da una parte abbiamo la produzione europea di qualità e lusso, dall’altra parte l’ultra fast fashion cinese. Non c’è equilibrio. E la Cina: come si muoverà in futuro?”.

 

 

Il viaggio nella pelletteria

“Oggi c’è un piangere comune a causa del rallentamento del lusso. Per anni le singole aziende della filiera si sono ingrandite e ora l’impatto è più duro: come reagiranno alla frenata? Le strategie da mettere in campo dipendono anche da quanto durerà questo rallentamento. Il vero problema della filiera è la sua bassa marginalità, che non consente di fare errori. Trovare un cliente che riconosce meglio il tuo lavoro? Operazione complicata. Oggi il cliente è un partner con cui c’è una stretta collaborazione. Una pelletteria impiega mesi per mettere a punto un nuovo articolo. Ma durante questo periodo la marginalità si riduce ancora di più”.

Questione personale

“Notiamo un movimento dei brand verso Marche/Abruzzo/Puglia. Credo ciò avvenga anche per trovare territori dove il reclutamento del personale è più agevole. Pelletteria settore poco attraente? Beh, detto francamente credo che un elettricista guadagni più di un addetto in una pelletteria. Ma l’offerta del settore è figlia, anche in questo caso, della sua bassa marginalità”.

Le aggregazioni

“Nel contesto descritto, l’imprenditore temporeggia e prende in considerazione le aggregazioni. O si aggrega per migliorare la propria azienda o per evitare di chiuderla. Siamo solo agli inizi di un inevitabile processo di concentrazione che nell’immediato futuro avrà uno sviluppo clamoroso. Anche perché oggi servono figure professionali (ad esempio gli ingegneri gestionali) che ci si può permettere solo se di certe dimensioni. E se pensiamo che Kering è piccolo di fronte a LVMH…”

Equilibrio e riorganizzazione

“Serve equilibrio nel mercato. Serve equilibrio nella gestione di un’azienda oggi per far quadrare tutto. E proprio per far quadrare tutto l’azienda va riorganizzata, così come serve una riorganizzazione della filiera”. (mv)

 

 

 

 

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