La pelletteria traina il mercato del lavoro in Toscana

È la pelletteria il comparto manifatturiero più in salute dell’economia toscana. Lo conferma il rapporto Irpet (Istituto regionale per la programmazione economica in Toscana) sul mercato del lavoro 2013, presentato oggi a Firenze all’auditorium della Cassa di Risparmio, che analizza l’andamento occupazionale nel periodo 2008-12. Emerge un aumento di posizioni di lavoro dipendente per 4.500 unità nell’ambito della produzione di borse, cinture e prodotti in pelle. Si tratta dell’unico incremento significativo nell’ambito dell’industria e della manifattura, seguito a molta distanza da alimentare (626 posti di lavoro) e macchine elettriche (400). Meglio della pelletteria hanno fatto soltanto alcuni settori dell’economia pubblica (l’istruzione, con 9 mila posti). In crescita anche vigilanza privata e sanità, entrambe a 4 mila posti in più.
Il made in Italy nel suo complesso mostra una flessione consistente nella prima fase della crisi (-12 mila rapporti di lavoro dipendente) a cui segue un più deciso miglioramento ( +4 mila), nel biennio 2010-2011, interrotto però dall’incedere della double –dip (-600 rapporti di lavoro dipendente).
La caduta occupazionale complessiva è stata in Toscana, dell’1,1% dal 2008 al 2012, inferiore a quella registrata a livello nazionale (-2,2%), di Lombardia (-1,6%), Piemonte (-2,1%) e in linea con quella del Veneto (-1,1%).
La tendenza del mercato del lavoro a riflettere con ritardo l’evoluzione del ciclo economico fornisce una indicazione di peggioramento per i prossimi mesi. A fronte di una stagnazione della forza lavoro occupata, il tasso di disoccupazione dovrebbe salire nel 2013 fino al 9%; il livello più elevato dal 1990.
Foto: Fratelli Peroni, Firenze

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