Luci e ombre per l’area pelle cinese

L’associazione dell’area pelle cinese (China Leather Industry Association, Clia) ha comunicato il dettaglio dell’export relativo ai primi sette mesi dell’anno (pelli e prodotti in pelle) che nel complesso vedono una crescita dell’8,6% (60.2 miliardi di dollari) sull’analogo periodo del 2012. Il settore afferma di essere soggetto alla crescente rivalutazione del rembimbi sul dollaro. La Clia riporta ad esempio che pressione valutaria e dei salari hanno causato per Lu Wei un crollo di commesse da parte di Benetton per la valigeria, con 50 mila pezzi in meno sul 2012. Il proprietario dell’azienda ha cominciato a studiare il lancio di un proprio brand per il mercato domestico. E ancora, Surachai Alongkornchotikul, manager del calzaturificio Freewood International, ha puntato il dito sull’aumento del prezzo del grezzo e sulla sua difficoltà di reperirlo, “che ha indotto piccole e medie concerie alla chiusura perché adesso occorre importare dall’estero a prezzi del 10-15% superiori. Da noi alla Freewood oggi l’acquisto di grezzo incide del 40% sui costi aziendali e le nostre vendite sono scese del 20% nel terzo trimestre anche a causa dei salari, arrivati a 700-800 rembimbi al giorno”. (pt)

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