Sfruttamento della manodopera: maxioperazione in Val Vibrata

Una maxioperazione contro sfruttatori cinesi di manodopera (albanese, indiana e, in alcuni casi, anche italiana) in Val Vibrata (Abruzzo) è stata condotta dopo un mese e mezzo di indagini dagli ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro e del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro (con la collaborazione del Nucleo operativo del gruppo Carabinieri tutela del lavoro di Napoli). In totale 68 agenti per un’operazione denominata “Filorientale”, durante la quale sono stati perquisiti 30 laboratori, risultati tutti irregolari, e identificati 296 lavoratori extracomunitari, di cui 75 in nero (tra loro 16 irregolari ed un minore). Sono stati sequestrati 22 laboratori tessili e di pelletteria, per un valore complessivo di 8,5 milioni di euro, tutti di proprietà di cittadini italiani, elevate 1.379 prescrizioni per violazioni alle normative sulla sicurezza per un totale di circa 7 milioni di euro, sospese 19 attività imprenditoriali e contestate sanzioni amministrative per 333.450 euro. Sul fronte dell’evasione contributiva, l’ammontare supera 1,2 milioni di euro e in totale sono stati 30 i cittadini cinesi denunciati alla magistratura. Le indagini condotte hanno permesso di accertare che in alcuni casi le lavorazioni sono state svolte per conto di ditte italiane con sedi nella provincia di Teramo e in regioni vicine. Negli opifici sono state trovate postazioni di lavoro attrezzate con macchine da cucire, capi di abbigliamento e pelletterie già lavorati o da confezionare, commissionati anche da note griffe. (mv)

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