I brand hanno un solo modo di liberarsi dello stock (senza sconti)

I brand hanno un solo modo di liberarsi dello stock (senza sconti)

Ridurre l’invenduto, sì. Liberarsi dello stock, in altri termini. Ma senza fare ricorso agli sconti. È l’obiettivo di tutti i player della moda che, però, fanno i conti con il corollario della scelta: le collezioni per la prossima estate saranno ridotte, così come gli investimenti per l’innovazione di prodotto.

Liberarsi dello stock

Rimandare la vendita di alcuni mesi, e in qualche caso di un anno. O cercare di vendere subito, praticando forti sconti ? È la domanda che si pongono i marchi della moda. La risposta si trova spesso nella situazione finanziaria, cioè nel bisogno della singola griffe di incassi immediati per rigenerare la liquidità, anche a costo di compromettere la marginalità. Viste le merci in magazzino, ci si aspetta che molte aziende siano costrette a rivedere la propria strategia verso prodotti più basici, meno stagionali e più duraturi. La testata spagnola Modaes, citando un manager, stima che il 50% degli stock accumulati potrebbe essere riversata sul mercato nel 2021. Quello che oggi appare certo è che i marchi sono intenzionati a ridurre le proposte della collezione estiva. Molti brand, intanto, sono costretti a tagliare gli investimenti per l’innovazione di prodotto, per cui il mercato vedrà poche novità nei prossimi mesi. Per Enrique Porta, partner per il consumo e la distribuzione di KPMG, “questo comporterà che il peso dei capi di tendenza sarà ridotto, per offrire collezioni più austere, senza tempo o meno rischiose”.

Il dibattito

Ad aprile l’analista del retail Krista Corrigan stimava con Vogue l’esistenza di un inventario superiore del 32% rispetto a quello dell’anno precedente. Due mesi dopo la situazione sembra cambiata di poco, pur dalla riapertura dei negozi in Cina e al netto delle difficoltà di Europa e USA. La situazione dello stock è sotto stretta osservazione da parte di tutti, dalle insegne del fast fashion alle maison del lusso. Un caso emblematico è quello di PVH, società che controlla Calvin Klein e Tommy Hilfiger, che nella conference con gli analisti ha detto come sia in corso “la ridistribuzione degli articoli basici nelle stagioni successive”. Ovvero alcuni prodotti vengono imballati per poi essere immessi sul mercato nella primavera 2021. Anche per Diego Della Valle, patron del gruppo Tod’s, “l’obiettivo per i prossimi mesi sarà quello di non immettere troppo prodotto nei mercati, per evitare di avere troppa merce nei punti vendita che sarebbe poi difficile da smaltire”. I brand riproporranno in autunno 2020 e in primavera 2021, insomma, i prodotti che non sono riusciti a vendere nella primavera 2020. (mv)

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