Il bilancio del Black Friday 2018: in Italia le vendite aumentano, ma troppi sconti spaventano il retail

Prendiamo ad esempio Milano, capitale italiana della moda e del retail moda. Stando ai dati che Confcommercio comunica all’edizione locale de La Repubblica, il Black Friday è andato anche meglio delle aspettative: hanno aderito all’iniziativa 9 negozi su 10, con sconti medi del 30%. Soprattutto, le vendite, per le quali si attendeva il +10% su base annua, hanno registrato il +15%, con i segmenti abbigliamento e accessori sugli scudi. Bene? Insomma. Perché da più parti si levano voci critiche: mentre gli iscritti all’associazione Montenapoleone hanno votato all’unanimità contro la proposta di praticare anche loro un Venerdì Nero (i mid-season sales non sono di lusso), commercianti grandi e piccoli si interrogano sulle ricadute che i saldi anticipati avranno sulla prossima stagione natalizia. Un quadro altrettanto sfaccettato arriva dal sondaggio su scala nazionale condotto da Confesercenti per Adnkronos. Circa un negozio su due (48%) ha registrato vendite in crescita rispetto al 2017: boom il venerdì, meno il sabato, mentre tra i segmenti che hanno registrato maggiore vitalità si segnalano, anche in questo caso, abbigliamento e accessori. Insieme alle note positive se ne segnalano, però, di negative. Per il 67% degli intervistati da Confesercenti il Black Friday non permette comunque di invertire il trend di un anno difficile (il 2018 potrebbe essere il peggiore degli ultimi 5). Ancor di più, un imprenditore su tre si dice preoccupato dalla crescita delle vendite con scontistica (che ormai occupa una fetta del 30% del calendario). Il Black Friday è una realtà anche per il retail italiano, ma, come denunciavano già dalla pelletteria inglese Elvis & Kresse, c’è qualcosa di sbagliato nel giocare al ribasso coi prezzi.

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