Incoscienti di successo 1 / Zalando, i fondatori: “Il nostro segreto? Non ne sapevamo nulla di scarpe”

Oggi è un gigante da 4,5 miliardi di fatturato annuo (2017), quotato dal 2014 alla Borsa di Francoforte e col vento in poppa. Una realtà solida, insomma, Ma 10 anni fa, quando Robert Gentz e David Schneider hanno fondato Zalando, lo scenario era molto più incerto: “Eravamo ragazzi per niente modaioli – raccontano i due a Business of Fashion –. Perché ci siamo lanciati nel commercio delle scarpe? Perché vedevamo grande spazio per la crescita dell’e-commerce. Ai tempi si compravano online prodotti come libri e lavatrici. Abbiamo capito che c’era una prateria per i beni emozionali”. Il contesto competitivo, aggiungono i due, ha fatto il resto: “I brand di moda erano appena digitalizzati e le calzature dal punto di vista strategico erano un buon punto di partenza: l’offerta online era piccolissima”. Gentz e Schneider erano forti di un modello (il caso del portale statunitense Zippo) e di un’esperienza (non molto fortunata) in una startup messicana. Il percorso, per quanto sempre di crescita, ha conosciuto ostacoli e insidie. Il considerarsi incompetenti in fatto di moda ha consentito loro di focalizzarsi sulla piattaforma tecnologica e di non disperdere le energie in fatto di fashion: “Abbiamo studiato cosa cercava la gente e fatto l’assortimento in base a questo – raccontano –. Non abbiamo fatto un assortimento convenzionale: ogni scelta è stata guidata dai dati e dai fatti”. Adesso la posizione è di forza, al punto da sentirsi tranquilli di fronte alle minacce di espansione di Amazon nel fashion e ai fenomeni di concentrazione del mercato. La sfida, in un certo qual modo, è trasformarsi nella Spotify della moda.

 

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