In Italia la ripresa dello shopping moda non si vede; in Francia sì, ma pesano troppo i saldi

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Il bilancio dei saldi è ancora da scrivere, ma i può già dire che in Italia la ripresa dei consumi di moda ancora non si vede. Presentando il bilancio preconsuntivo 2017 per la borsa italiana, Danny D’Alessandro, direttore generale di Aimpes, spiega come uno degli elementi di debolezza del mercato domestico, in contrazione, è che “la spesa degli italiani si concentra nella stagione dei saldi o in occasione di offerte”. Cioè, gli italianI non fanno shopping a prezzo pieno. Ecco, i saldi invernali 2018 non sono ancora conclusi: a seconda della regione, terminano tra l’ultimo weekend di febbraio e il secondo di marzo. Le testimonianze che rimbalzano dai territori, però, sono tutt’altro che positive. Confesercenti parla di compere in calo in tutta Roma: al centro e in periferia si attende una contrazione degli affari compresa tra il -10 e il 20%. In Toscana, invece, gli operatori si aspettano un pareggio che ha il sapore (tutto sommato) di vittoria: “Siamo in linea con i risultati del 2017 – spiega a il Tirreno Fabio Tinti, presidente regionale del settore Abbigliamento e Calzature di Confesercenti Toscana – cioè risultati positivi, ma non esaltanti”. Se i commercianti italiani si leccano le ferite, quelli francesi possono ridere. I dati retail per la moda Donna comunicati dall’associazione del Pret-a-porter, dicono che il mercato transalpino nel 2017 registra il +1,2% su base annua e il +17% sul 2008. Nell’anno appena concluso la spesa complessiva è stata di 12,7 miliardi di euro. Anche a Parigi, però, a trainare la spesa sono i saldi. “Il dispositivo va rivisto – è il commento raccolto da Les Echos – ci perdiamo i margini”.

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