Luxury retail: una guerra con più vittime che vincitori. Il saldo demografico dell’anno è negativo

Partiamo dal format. Crollano i department store (-1,3%), lasciando un vuoto colmato dalle boutique monomarca (+1,2%). Sono stabili i centri commerciali. Ora le aree geografiche: male Cina (mercato più che saturo) e Medio Oriente, segni di ripresa in Giappone e Nord America. Chiudendo sulle griffe, va peggio a brand come Dunhill e Burberry, mentre presentano margini di crescita maison del calibro di Loro Piana, Saint Laurent e Céline. Il bilancio complessivo, nell’anno intercorso tra luglio 2016 e luglio 2017, è negativo: il retail di lusso segna più chiusure che aperture. Lo sostiene Store Wars, studio realizzato da Proprietary Bernstein Store Count su un database di oltre 7.000 boutique di 36 brand. Il futuro, sostiene il report ripreso da Pambianco, sorride a chi saprà sfruttare l’online.

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