Negozi chiusi, a New York l’attesa per Sandy


A memoria di consumatore, mai si ricordano le vetrine di Aéropostale, Bergdorf o Bloomingdale’s sbarrate da protezioni in legno. New York è una città sotto assedio, con i suoi abitanti chiusi a casa a guardare la Tv, in attesa dell’uragano Sandy.
Con il sistema di trasporti pubblici paralizzato (metropolitane chiuse, bus in deposito, treni fermi), nessuno può andare al lavoro, costringendo la borsa di Wall Street a operare solo elettronicamente, le scuole a essere usate come centri di ricovero mentre anche i cinematografi non apriranno. Come del resto le grandi catene di distribuzione. I negozi restano chiusi non solo per carenza di acquirenti, ma soprattutto per l’impossibilità dei commessi a raggiungere il luogo di lavoro. Chiusi anche Saks, Gap, Victoria’s Secret, mentre Target, Ann Taylor e Loft aggiorneranno il personale via email.
Fortunatamente, non è un periodo commercialmente rilevante per gli acquisti, ma gli affari ne risentiranno comunque visto che mercoledì è Halloween, il carnevale americano dell’orrido. Le previsioni del tempo sono concentrate specialmente sul rischio di allagamenti, ma in caso di venti sostenuti è usuale la cessazione dell’energia elettrica. I pali della luce sono infatti alla mercè della caduta degli alberi, un classico problema delle aree suburbane. Dal Maryland al Connecticut, Sandy si rovescerà su un tratto di costa lungo 1200 chilometri che include Washington, New York e Philadelphia, dove sono stati emessi decine di ordini di evacuazione. (p.t.)
Nella foto: il cartello appeso all’esterno del department store newyorchese di Bloomingdale’s

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