Nordstrom taglia il brand Ivanka Trump. La decisione fa discutere gli USA. Hudson’s Bay potrebbe comprare Macy’s

La motivazione ufficiale, comunicata al New York Times, è legata all’insoddisfazione per le “prestazioni commerciali del brand”. Il che può essere credibile, ma risulta in qualsiasi caso contraddittorio. Oggetto della delusione: gli accessori griffati Ivanka Trump (nella foto). Dalle scarpe ai gioielli, non si venderebbero più. Quindi il noto department store high end Nordstrom ne avrebbe interrotto l’acquisto. Resta in catalogo, per ora, solo quanto è rimasto in magazzino: nel caso della scarpe, tra negozi e online, 4 modelli, messi in vendita con uno sconto del 40%. Strano, perché soltanto 3 mesi fa, lo scorso ottobre, in piena campagna per le Presidenziali, un portavoce del brand (le cui calzature sono gestite in licenza da Marc Fisher e sono prodotte in licenza da partner cinese che sta pianificando una delocalizzazione in Etiopia), aveva comunicato vendite in crescita del 36% su base annua. Possibile che nel giro di un trimestre le sorti commerciali di Ivanka Trump si siano ribaltate? Alcuni sostengono che quella di Nordstrom sia una scelta politica. Varie altre insegne USA, infatti, (non solo Nordstrom, ma anche Neiman Marcus e, online, Zappos e Amazon, e altre) sono state più volte “invitate” da gruppi di attivisti a boicottare la figlia del Presidente. Forse, quindi, Nordstrom ha deciso di farlo ora, visto che Neiman Marcus, Zappos, Lord & Taylor e Bloomingdale’s, continuano a vendere il brand di Ivanka. E, a quanto pare, non se ne lamentano. Nel frattempo, il retail USA assorbe e valuta la concreta possibilità che la crisi della nota insegna Macy’s (68 negozi prossimi alla chiusura, 10.000 esuberi, 550 milioni di dollari da risparmiare all’anno) potrebbe essere risolta nel modo più drastico, ma per certi versi ovvio. Macy’s, infatti, potrebbe essere acquisito da Hudson’s Bay, gruppo canadese che controlla l’insegna omonima, Saks Fifth Avenue e Lord & Taylor. Voci di corridoio riportare dalla stampa USA danno per certo l’avvio di una fase preliminare. Anche i conti di Hudson’s Bay non sono esaltanti: il suo ultimo esercizio fiscale dovrebbe infatti chiudersi al di sotto delle attese, non andando oltre i 14,6 miliardi di dollari canadesi. Si aspettava di incassarne quasi 15. (lf/pt)

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