Usa, bene i consumi (prima di Sandy)


Bene le vendite al dettaglionegli Stati Uniti. I dati comparati di ottobre sono positivi e sembra indirizzino a confortanti prospettive sul commercio di fine anno. Macy’s, con il suo +4,1% rispetto allo stesso mese del 2011, ha ad esempio superato la stima del 3%: “Siamo fiduciosi sui risultati dello shopping natalizio” ha affermato agli analisti il suo presidente, Terry J. Lundgren, “e abbiamo elevato le prospettive della stagione autunnale nonostante il rallentamento subito a causa dell’uragano Sandy, che ha costretto i 200 punti vendita di Macy’s e Bloomingdale’s alla chiusura, alcuni di poche ore, altri di giorni. Ma crediamo di poter compensare presto le perdite”. I numeri migliori li ha registrati Nordstrom, che veniva atteso da un incremento del 6% e che ha invece toccato il +9,8.
L’indice Thomson Reuters, che riporta i dati di 17 imprese del dettaglio, ha fatto segnare una crescita delle vendite del 4,7% (fu 4,1 nell’ottobre del 2011). Fiscalmente, il mese si è chiuso sabato scorso, prima che l’uragano Sandy potesse condizionare gli acquisti nella East Coast, e c’è infatti da attendersi che i numeri di novembre ne risentiranno. Meno brillante Gap (+4,1, era atteso dal 5%) e Limited Brands (3% invece del 5). Chris Christopher, economista di Ihs, nota la “biforcazione del consumatore americano nel settore abbigliamento, visto che acquista nel negozi del lusso e in quelli di generi scontati. Chi sta in mezzo stenta”. Tra i grandi magazzini, Bon-Ton riporta +3,7”, Kohl’s +3,3%, Banana e Old Navy +5%, Target +3. (p.t.)

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