Usa, consumi ok a febbraio, vola internet (+15,7%)

“E’ ancora presto per valutare l’impatto della crescita delle tasse sulle buste paga e del prezzo della benzina, ma i dati di febbraio sono buoni, seppure non ottimi. Il dettaglio anima l’economia”. E’ l’opinione di Jack Kleinhenz, capo economista della National Retail Federation, l’associazione di categoria dei dettaglianti statunitensi. Le cifre del mese scorso rilasciate dal ministero del Commercio dicono che le vendite di abbigliamento e accessori sono cresciute dello 0,2% nei confronti di gennaio. Il dato si divide: + 0,5% nei negozi specializzati (inclusi gli specialisti degli sconti), calo dell’1% nei department stores. Su base annuale (ovvero rispetto allo stesso mese del 2012) i secondi accusano una diminuzione del 3,8% mentre lo specializzato cresce del 3,1%.
I segnali economici sono positivi, sebbene non entusiasmanti, perché “febbraio è generalmente il penultimo mese dell’anno per incassi” afferma Kevin Regan, direttore di Fti Consulting. Il prezzo di gasolio e benzina (cruciale per l’economia industriale e domestica) continua a restare alto (1,27 euro al litro) così come il tasso di disoccupazione (7,7%). L’indice di borsa Dow Jones segna comunque un +10,8% nel 2013 e il mercato immobiliare ha ripreso a marciare (+10,6% a gennaio).
Numeri indicativi provengono dalle vendite internet di abbigliamento e accessori: +1,6% rispetto a gennaio, +15,7 nei confronti di febbraio 2012. Secondo gli analisti, sono dati che giustificano la piattezza delle vendite nei negozi, visti gli investimenti del retail sul commercio nelle piattaforme on-line. (p.t.)

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