Furla, Piquadro, Prada, gruppo Aeffe e Zanellato, tanti indizi fanno una prova: i russi tornano a comprare la pelletteria italiana

Pelletteria, crescita russa. I dati di preconsuntivo 2016 (gennaio-ottobre) diffusi da Aimpes hanno evidenziato la ripartenza del mercato russo, dopo una lunga crisi, e un fatturato in espansione del +15,4%. Ma ci sono dei marchi che hanno registrato incrementi record. È il caso di Furla che nell’autunno scorso ha celebrato i 15 anni di attività sul territorio della Federazione. Nel 2016, il brand emiliano ha registrato un aumento dei ricavi in Russia del 74,3%, grazie all’espansione retail e alle vendite generate dal canale online. Furla non è sola perché anche Piquadro ha registrato nel primo semestre dell’anno fiscale 2016/17, chiuso lo scorso 30 settembre, una crescita record del 49,2%. Anche Prada, nella relazione al bilancio 2016, indica che le vendite in Europa sono scese del 20,5% ma “le uniche eccezioni in Europa sono stati i tassi di crescita a due cifre in valuta locale in Russia e il Regno Unito grazie a Brexit”. Il gruppo Aeffe (che controlla i brand Alberta Ferretti, Philosophy di Lorenzo Serafini, Moschino, Pollini, Jeremy Scott e Cédric Charlier) per il quale la Russia pesa solo il 3,2% del fatturato consolidato, ha segnalato il recupero del mercato russo, che è diminuito dello 0,7% contro il calo più marcato dello scorso esercizio. La Russia è stata scelta anche dal Zanellato per aprire il suo primo negozio monomarca internazionale. (mv)

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