L’allarme della calzatura russa: “ll 30% del nostro mercato in pasto al prodotto cinese di contrabbando”

“Basta con le importazioni non dichiarate di scarpe”. A denunciare il fatto nel corso della riunione della commissione per la lotta al traffico illecito di prodotti industriali è stato Vladimir Denisenko, direttore generale di Unichel. Unichel produce oltre 3 milioni di paia di scarpe all’anno, dà lavoro a 2.500 persone nelle tre sedi di Chelyabinsk, Zlatoust e Orenburg. L’impresa produce il 10% della produzione totale russa di scarpe in pelle. Secondo Denisenko, il mercato russo assorbe ogni anno 500 milioni di paia, di cui 100 milioni di paia di produzione ufficiale russa, 200 milioni di paia importate regolarmente e circa 50 milioni di paia di produzione non contabilizzata. Altri 150 milioni di paia arrivano illegalmente, attraverso il Kazakistan e il Kirghizistan, dalla Cina. Vuol dire che il contrabbando di calzature copre un terzo dell’import ed è più sviluppato della produzione ufficiale interna. Nel corso della riunione, è stato ricordato come dal primo luglio 2018 verrà applicata, in prova, una speciale marcatura alle scarpe di pelle importate o prodotte in Russia. I produttori e importatori applicheranno un codice, attraverso il quale il consumatore dotato di smartphone sarà in grado di ricevere informazioni sul prodotto. Dal primo gennaio 2019 tutte le scarpe di pelle dovranno essere contrassegnate con la stessa modalità, così come avviene attualmente per le pellicce. (mv)

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