Obuv conferma che la Russia è difficile anche per la pelletteria: “Chiedono tutti il prezzo”. Il premier Conte torna a parlare di dazi

La pelletteria italiana all’Obuv: “Pochi clienti che cercano il prezzo”. Domani, nella capitale russa, si chiude l‘edizione numero 50 del salone moscovita per le calzature e gli accessori. Le impressioni degli imprenditori del comparto pelletteria sono identiche a quelle dei colleghi calzaturieri. “Ci sono pochi clienti, che ordinano poco e cercano prodotti a basso prezzo” è la sintesi di Eros Pennacchioni di Giudi Pelletterie. “Le vendite della scorsa stagione estiva non sono andate bene, per cui i negozianti acquistano poco o niente mentre i buyer del segmento lusso non sono interessati a questa manifestazione”. Tra le imprese che si ritengono soddisfatte dell’Obuv c’è Trade House (marchio Marina C): “Per noi la Russia è un mercato prioritario che sta andando molto bene, probabilmente perché abbiamo saputo interpretare correttamente il cambiamento del consumatore” ci dice Giammarco Marzialetti. “In generale Obuv non sta andando bene, causa mancanza di clienti che devono fare i conti con le rimanenze di magazzino. È anche vero che molti produttori, pur di ridurre i prezzi e seguire la tendenza del mercato, hanno snaturato il prodotto finendo per disorientare i clienti”. Stamattina all’Expocentre di Mosca c’è stata la visita del premier italiano Giuseppe Conte, che ha incontrato gli espositori e la presidente di Assocalzaturifici Annarita Pilotti (nella foto). “Dobbiamo fare squadra, dobbiamo fare sistema” sono state le parole di Conte che ha affrontato anche la questione delle sanzioni verso la Russia. (mv)

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