Milano Moda Donna si presenta (22-27 febbraio), tra esordi, sfilate unificate e un fashion system che cresce, ma più lentamente

Il volto nuovo è Xu Zhi, designer alla prima partecipazione a Milano. Vionnet per la prima volta lascia Parigi e sceglie il capoluogo lombardo. Gucci e Bottega Veneta presentano uomo e donna insieme, e anche questa è una (grossa) novità. Ci saranno i grandi nomi e gli emergenti, in parte raccolti al Fashion Hub di piazza Gae Aulenti. Milano Moda Donna (22-27 febbraio), kermesse organizzata da Camera Nazionale della Moda Italiana, scalda i motori e prepara un’edizione che, come la definisce il presidente Carlo Capasa (nella foto), è proiettata “ad accogliere le novità e promuovere giovani talenti”. La moda italiana, intanto, tira le somme provvisorie di un 2016 critico. Nei primi 9 mesi dell’anno, secondo i Fashion Economic Trends, il giro d’affari del “bello made in Italy” cresce, ma rallenta: si attesta a 84 miliardi di euro, in crescita dell’1,9%. La variazione percentuale è inferiore rispetto a quella del 2015 sull’anno precedente (+2,4%), ma secondo Capasa “dato il contesto internazionale è positiva e inaspettata”. L’export della moda italiana è stabile, mentre l’import cresce del 2%. Il primo trimestre del 2016 è stato negativo, mentre secondo e terzo hanno segnato il rilancio. In particolar modo luglio-settembre ha fatto il +9,2%, ma il dato non deve animare eccessivo entusiasmo, perché il confronto è con il peggior trimestre (il corrispettivo del 2015) degli ultimi 4 anni. L’export verso i Paesi UE (+1,5%) è cresciuto più di quelli extra UE (+0,9%), ma la vendita nei negozi in mercati chiave come Italia, Germania, Francia e USA balla in una forbice compresa tra il +/-0,3%. Le prospettive per il primo semestre 2017 dicono che la crescita sarà dello 0,8%, rallentata proprio dalle difficoltà sui mercati esteri.

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