Una New York in crisi di creatività cede il testimone a Londra. Sarà l’ultima fashion week prima della Brexit

Mentre New York chiude la sua settimana della moda tra luci (poche) e ombre (moltissime), Londra si prepara a ricevere il testimone in un contesto che sarà quanto meno non semplice, viste le incognite dei possibili effetti sulla moda della Brexit che potrebbero emergere a partire dalla prossima edizione di settembre. C’è chi parla di un possibile calo di interesse da parte dei buyer e della stampa, se non proprio di un calo dei brand presenti nel calendario. È ancora presto per dire cosa accadrà. Nel frattempo, la stagione dei défilé londinesi mantiene fede alle grandi promesse in termini di nomi. C’è attesa per la sfilata di Riccardo Tisci per Burberry, protagonista domenica della seconda prova creativa dopo l’esordio dello scorso settembre al timone della maison. Vivienne Westwood, dopo aver saltato l’edizione di settembre, sfilerà co-ed sempre domenica. Nela mattinata del 17 è in programma anche lo show di Victoria Beckham, che torna a sfilare a Londra dopo la Grande Mela. Tra gli altri nomi in calendario: Ashley Williams, Eudon Choi, Ports 1961, Alexa Chung, Halpern, House of Holland, Simone Rocha e Mary Katrantzou (16 febbraio). Un calendario piuttosto ricco che cercherà di fare dimenticare alla stampa gli esiti piuttosto criticati degli show newyorkesi. Tranne alcune eccezioni in chiusura di fashion week, con Coach e i suoi giochi di sovrapposizioni, Boss con il suo osannato rigore sartoriale e Marc Jacobs con una divertente collezione dalle proporzioni oversize, il resto dei défilé non ha convinto gli addetti del settore, tanto che si è parlato di una serie di proposte volutamente vecchie, come ha sottolineato Business of Fashion. (mb)

Nell’immagine, da sinistra: Boss, Marc Jacobs e Coach

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