Le Linee Guida CNMI e UNIC sull’uso dei prodotti chimici

Le Linee Guida CNMI e UNIC sull’uso dei prodotti chimici

Uno strumento di lavoro. Ma, anche, un documento programmatico, finalizzato al raggiungimento di una serie di obiettivi green validi per tutta la filiera italiana della moda. CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana) insieme a UNIC – Concerie Italiane (aderente a Confindustria Moda) e a un trasversale gruppo di brand e associazioni ha presentato Le Buone Prassi di Fabbricazione – Linee Guida sull’uso dei Prodotti Chimici nelle Filiere Produttive della Moda. Un testo definito “olistico e che permette alle varie anime della filiera di parlare un linguaggio comune” (potete scaricarlo cliccando qui). Infatti, queste Linee Guida sono applicabili alle diverse lavorazioni che facciano uso di sostanze chimiche all’interno delle filiere produttive (tessile, conciaria e degli accessori metallici/non metallici) degli articoli di abbigliamento, calzature, pelletteria.

Le linee guida

“Queste nuove Linee Guida – spiega CNMI in una nota – seguono quelle già pubblicate negli anni precedenti sull’utilizzo delle sostanze chimiche nei prodotti e nei processi produttivi”. Hanno “lo scopo di aiutare le aziende a implementare criteri e controlli che permettano di realizzare prodotti di qualità”. Prodotti “conformi ai requisiti di sostenibilità più avanzati”. Un upgrading necessario “per realizzare un articolo nel pieno rispetto dell’ambiente e della collettività”. Infatti, “non è sufficiente conoscere i parametri chimici da rispettare sull’articolo e quelli inerenti le miscele chimiche utilizzabili”. In altre parole, “nelle fasi produttive lungo la filiera, occorre agire secondo buone prassi di fabbricazione che minimizzino i rischi ambientali e sociali”.

 

 

I commenti

L’ottica del documento, come spiega il presidente Carlo Capasa, è quella di dare sempre più centralità e valore alla filiera italiana della moda. La quale, come dice una recente analisi di McKinsey, è percepita come quella più sostenibile al mondo”. Ecco, allora, che le nuove Linee Guida, sono “non solo un documento tecnico, ma anche informativo e divulgativo”. Fattori, questi ultimi, attuali anche per la pelle italiana, “bene preziosissimo per il made in italy”, come dice la moderatrice della presentazione, Alessandra Turra di WWD.  “La leadership del settore conciario italiana – dice Alessandro Iliprandi, vicepresidente UNIC – Concerie Italiane – non è un’autoproclamazione. Ci sono i numeri a dimostrarlo: per la moda la pelle italiana è fondamentale. E questa leadership si collega in modo strettissimo con la sostenibilità, sulla quale le concerie e UNIC lavorano da anni, pubblicando un Report molto apprezzato da ben prima che questi temi diventassero così caldi”.

Terminologia e circolarità

Inevitabile e opportuno il riferimento alla terminologia della parola “pelle”, a tutela della quale, da ottobre 2020, è in vigore una legge: “Dopo anni di battaglie accese – commenta Iliprandi – e per evitare di ingannare il consumatore, il Governo ha deciso che l’unica ecopelle è la pelle vera e non i materiali derivanti dal petrolio che si definiscono così”. Un successo fondamentale, conclude il vicepresidente UNIC, per un settore che svolge “per definizione un lavoro ecologico. Prendiamo uno scarto che deriva dalla catena alimentare, lo lavoriamo e la rimettiamo in circolo trasformato in un materiale di lusso. La nostra è circolarità a tutti gli effetti. Se non ci fossimo noi, le pelli finirebbero in discarica”. E proprio con un riferimento alla circolarità si chiudono queste Linee Guida, “un tema su cui CNMI sta aprendo un nuovo percorso, con l’avvio di un gruppo di lavoro dedicato”.

Chi ha partecipato

Le nuove Linee Guida hanno il patrocinio del Ministero della Transizione Ecologica. Nascono “dall’impegno della Commissione Chemicals di CNMI, composta dai rappresentanti di alcuni dei marchi italiani più prestigiosi: Giorgio Armani, Gucci, Prada, Valentino e Versace”. La loro pubblicazione “è stata possibile grazie alla collaborazione con Associazione Tessile E Salute, Smi – Sistema Moda Italia, Federchimica, UNIC – Concerie Italiane e Quantis Italy”. Ma anche in virtù del “contributo di YKK Italia e CIMAC – Centro Italiano Materiali di Applicazione Calzaturiera”.

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