Sostenibilità: la scelta di Kering di nominare Emma Watson, vegana

I dubbi sulla scelta di Kering di nominare Emma Watson (la vegana)

Lo scorso 16 giugno l’assemblea di Kering ha accolto la proposta di includere Emma Watson nel Consiglio d’Amministrazione. L’attrice, divenuta celebre per il ruolo di Hermione (a sinistra, nella foto) nella saga di Harry Potter, assume anche l’incarico di presidente del Comitato per la Sostenibilità del Consiglio d’Amministrazione. Fin qui siamo alla cronaca. Ma la scelta di Kering di coinvolgere una personalità pubblica vegana nelle attività del gruppo solleva interrogativi sulle strategie.

Il contesto

Il CEO François-Henri Pinault spiega in una nota che la nomina di Emma Watson (arrivata insieme a quelle di Jean Liu e Tidjiane Thiam; nei riquadri della foto a destra) va letta come un arricchimento delle competenze del management: “L’intelligenza collettiva che proviene da differenti punti di vista – scrive – e la ricchezza di esperienze diverse sono cruciali per il futuro della nostra organizzazione. Sono orgoglioso di aggiungere tal talento impressionante alla squadra”. Il know how, d’altronde, nel gruppo non manca. Kering è stato promotore con l’Eliseo del Fashion Pact. Ha di recente aggiornato gli obiettivi di sostenibilità deL brand ammiraglio, Gucci. E dal 2015 al 2018, come ha rivendicato lo stesso Pinault durante l’assemblea, ha ottenuto risultati tangibili in termini di riduzione dell’impatto ambientale.

La scelta di Kering

La mossa suscita qualche interrogativo, dicevamo. Il gruppo francese ci tiene a spiegare che Watson non è stata scelta solo in quanto celebrità, ma soprattutto perché vanta già una lunga esperienza di impegno civile per la parità di genere. Watson, al contempo, non si è spesa solo sulle tematiche care al femminismo, ma, da vegana, anche sulle questioni legate alla moda e al beauty green. In che senso green? Durante la promozione del film “La Bella e la Bestia” (2017), ad esempio, ha raccontato su Instagram le scelte di abbigliamento fatte per presentazioni e interviste: dalla lettura dei post si intende come, nella sua idea di moda sostenibile, ci sia l’uso di capi e calzature “animal-free” (che spesso vuol dire, come sappiamo, in materiale sintetico).

La convivenza

Il gruppo Kering ha avuto per anni nel portafogli il brand Stella McCartney. È abituato, quindi, a convivere con chi sui materiali di origine animale ha posizioni radicali. Però la figlia di Paul era in una posizione diversa. Emma Watson, invece, assume una posizione all’apice dell’intera holding. Vedremo che ne verrà fuori.

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati