Gucci non lascia le pelli esotiche, ma le esalta con Zumi. Due eccellenze belghe si incontrano: c’è Magritte per Delvaux

Colpo da maestro per il romano Alessandro Michele, che al Théâtre Le Palace di Parigi ha presentato per la collezione primavera/estate 2019 tra le sue creazioni anche una rivisitazione della iconica linea Gucci Zumi. Per le tote bag, mini-borse a spalla e top-handle, il direttore creativo ai vertici della Maison dal 2015 ha scelto di coniugare la doppia G di Gucci e il morsetto con pelli pregiatissime, in versione liscia o martellata, e nei colori più diversi, dal verde bosco al bianco. Se qualcuno ipotizzava un effetto Chanel sui colleghi del lusso, la griffe fiorentina dimostra di non voler assolutamente rinunciare alle pelli esotiche. Il modello vintage, che si rifà agli anni ’60, ha una doppia tracolla scorrevole a catena ed è disponibile solo in pelle di coccodrillo e lucertola. Per i prezzi si parte dai 1.700 euro dalla mini Zumi a spalla, che si contraddistingue per le sue divertenti fragole stampate, ai 9.000 euro della Gucci Zumi in pelle di struzzo.
L’unione belga tra arte e lusso
Gli scenari surrealisti tra bombette e cieli azzurri puntellati di nuvole di René Magritte, invece sono protagonisti della capsule collection di Delvaux: un’unione belga naturale, nel segno dell’arte e del bello, promossa da Jean-Marc Loubier, executive chairman della maison di pelletteria di lusso fondata nel 1829 e amministratore della Fondazione Magritte. (aa)

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