Chi cuce, chi orla? A Montebelluna la scarpa cerca manodopera

Manca manodoper anche a Montebelluna

“Quello di cui si continua a sentire la mancanza nel distretto sono le capacità manuali in fasi di cucitura e orlatura“. La mancanza di quelle che Alberto Zanatta, presidente del Gruppo Tecnica, chiama “sante manine” si fa sentire sempre di più tra le aziende dello Sportsystem di Montebelluna. Dalle pagine de L’Economia del Corriere della Sera, il manager racconta il paradosso che sta vivendo un distretto divenuto punto di riferimento nella produzione di calzature sportive. Qui si fabbricano le migliori scarpe del mondo per gli amanti dell’attività fisica in ogni sua declinazione. Trovare chi le faccia, però, sta diventando sempre più difficile.

La corsa ai ripari
Tra le eccellenze di questo territorio c’è, proprio, il Gruppo Tecnica, capace di chiudere il 2018 con ricavi superiori a 400 milioni di euro (+8% rispetto al 2017). E un Ebitda che, con 40,5 milioni di euro, è cresciuto del 25%. Numeri resi possibili dall’attività dei circa 1.400 dipendenti del gruppo che possiede marchi come Tecnica, Nordica, Moon Boot, Lowa, Blizzard (sci) e Rollerblade (pattini). Tecnica è il più grande produttore europeo di scarpe outdoor. “Con la Fondazione Museo dello Scarpone e il coordinamento del Politecnico Calzaturiero della Riviera del Brenta, stiamo avviando corsi specializzati – spiega Zanatta su L’Economia -. Alcune aziende della zona mettono a disposizione macchine da cucire ed ex dipendenti delle piccole imprese in cui fino a vent’anni fa si lavorava molto a mano. Questi artigiani si trasformano in insegnanti per giovani che vogliano imparare un mestiere ricco di conoscenze, che si avvicina a un’arte”. (art)

Immagine tratta da museoscarpone.it

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