Dal rischio del tracollo al rilancio: le calzature francesi JB Martin rialzano la testa

Fondato nel 1921 a Fougères, il brand calzaturiero francese JB Martin aveva aperto la procedura di amministrazione controllata a giugno 2017. L’ottobre successivo, poco più di un anno fa, il Tribunale di Parigi ha rifiutato l’unica proposta sul tavolo e, nel frattempo, l’azienda non aveva posto in vendita alcun prodotto per la stagione autunno-inverno 2017-2018. Mentre sembrava prossima la liquidazione, l’azienda si è ristrutturata con un taglio dei dipendenti da 250 a 150 e la chiusura di 13 punti vendita su 26. Ed ecco che pochi giorni fa, il 15 novembre, lo stesso Tribunale ha accolto il piano di razionalizzazione firmato dal nuovo presidente di JB Martin, Avelino Machado, ceo dalla primavera scorsa e artefice del salvataggio. La società ha mantenuto le due sedi (Fougeres e Parigi), i due marchi (JB Martin per le donne e Christian Pellet per l’uomo), ma ha abbandonato la produzione conto terzi ed in particolare la licenza con Kenzo, attiva fino al 2017, che generava quasi il 50% dei ricavi. Il rilancio, ora, passa attraverso tre strade: export, digitale e modernizzazione dello stile. “JB Martin è una bella addormentata” ha detto a Fashion Network Avelino Machado. Sul prodotto, la nuova vita di JB Martin è più colorata e inserisce l’inevitabile sneaker, mentre è allo studio il lancio di una serie di articoli in pelle per la stagione autunno-inverno 2019/2020 “con l’obiettivo di attirare una clientela più giovane”. Per riuscirci, “lo strumento è il digitale. In quest’ottica c’è la collaborazione con Vente Privée. L’azienda è posseduta da Francis Lagarde che presto potrebbe abdicare lasciando via libera proprio ad Avelino Machado, il quale conserva la sua attività produttiva in Portogallo dove già produce alcuni modelli JB Martin.

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