Parabiago risponde al NYT: “Il lusso italiano in nero e sottopagato? Macché! Rispettiamo leggi e dignità dei lavoratori”

I calzaturieri di Parabiago (Milano) rispondono al New York Times. La testata statunitense a metà settembre accusava il fashion system italiano di fare ricorso al lavora nero o sottopagato, suscitando già l’aspra reazione della Camera Nazionale della Moda Italiana. Fendi, Max Mara, Gucci, Prada e Salvatore Ferragamo sono solo alcuni dei brand nominati nell’inchiesta della testata americana, che punta il dito sulla Puglia e sul tessile in particolare. Le telecamere della Rai della trasmissione “Buongiorno regione Lombardia” sono andate a Parabiago. “Investiamo tantissimo per il rispetto dell’ambiente e delle persone. I nostri clienti americani lo sanno” ha detto Giovanna Ceolini della Parabiago Collezioni e vicepresidente Assocalzaturifici. Rincara la dose Karl Schlecht della stessa azienda: “Impossibile lavorare in nero. Ci sono tanti controlli di prodotti che vanno tutti all’estero, con annessa documentazione”. Anche Diego Rossetti ha respinto gli attacchi: “Rispondiamo facendo vedere la nostra azienda. Tutto quello che vendiamo è prodotto all’interno del nostro stabilimento dove le persone lavorano in condizioni normali. Piuttosto bisogna portare avanti la battaglia sul made in obbligatorio in Europa”. (mv)

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