Scarpa, condivisione, digitalizzazione: l’esperienza Spazio Liberty

Scarpa, condivisione, digitalizzazione: l’esperienza Spazio Liberty

Sinergia. Aggregazione. Sostantivi che, spesso, hanno trovato difficoltà ad essere attuati nel concreto del settore calzaturiero. Ma ora, anche a causa delle difficoltà sorte con la pandemia, gli imprenditori sembrano più inclini alla condivisione. Una di queste esperienze collaborative si chiama Spazio Liberty. Si tratta di uno showroom milanese e ospita alcuni brand (in prevalenza marchigiani) che condividono clienti, spazio, spese. E non solo. Sembra scontato, ma, anche in questo caso, l’unione fa la forza.

Spazio Liberty

“In questo modo le imprese riescono a dividersi le spese e a ottimizzare le visite dei clienti attirati dal fatto che possono vedere diversi marchi in un colpo solo” afferma Francesco Viozzi, 42 anni, CEO di Spazio Liberty. Lo showroom ospita, oltre al marchio Giampaolo Viozzi (Calzaturificio Le Viozzi), anche Lemaré (Calzaturificio Bruno Trotti), Fiori Francesi (Fabi.Sar), Ixos (Malloni), OA Non-Fashion Shoes, Lemargo (Saint Ferry). Sono tutti brand marchigiani e ad essi si aggiunge Twentyfourhaitch (Perfetto Bags) di Napoli.

 

 

Come funziona, oggi

“I buyer esteri hanno reagito bene con un processo di vendita ormai digitalizzato” osserva Viozzi. “Organizziamo sfilate interne per mostrare le collezioni in anteprima ai nostri clienti che così inquadrano la filosofia proposta dai vari brand. Abbiamo due modelle sempre a disposizione che durante le videochiamate indossano le calzature scelte dal cliente agevolando il processo di acquisto. Poi inviamo il lookbook, foto, descrizioni e listini per concludere l’ordine”. (mv)

Immagini tratte da spazioliberty.com

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