“Scarpa da sposa? Dopo un anno di stop, ora va a tutta velocità”

“Scarpa da sposa? Dopo un anno di stop, ora va a tutta velocità”

Il settore delle scarpe per le cerimonie in un anno è passato dal blocco della produzione alla ripresa a tutta velocità. I matrimoni sono ripresi, certo. Ma il budget di spesa è diminuito. La crisi sembra alle spalle, le prospettive sono buone, ma pesa ancora l’incertezza della pandemia. Per fare il punto della situazione abbiamo interpellato Paolo Ferracuti che, insieme alla cugina Erica Ferracuti, guida il calzaturificio Ferracuti a Porto Sant’Elpidio (Fermo). L’azienda è nata nel 1977 e si è specializzata nella produzione di scarpe da sposa e da cerimonia da oltre 20 anni.

Qual è stato l’impatto della pandemia?
Nel 2020 il lockdown e l’impossibilità di svolgere cerimonie hanno azzerato le nostre vendite. Siamo riusciti a sopravvivere perché siamo un’azienda familiare: su 10 persone che lavorano all’interno del calzaturificio, 6 sono parenti. Dunque siamo flessibili. Ce la siamo cavata anche grazie anche ai ristori e alla scelta di aprire alla collaborazione con altri brand. Per loro sviluppiamo l’idea fino alla realizzazione del prodotto finito.

Poi però l’emergenza è terminata e le cerimonie sono state autorizzate…
Sì, da aprile scorso la musica è cambiata: l’azienda sta lavorando a pieno regime e a giugno la produzione è andata a tutta velocità. E anche in questo caso grazie alla flessibilità.

Quindi avete recuperato il fatturato perso?
Per sintetizzare, dico che la somma della produzione 2020 e 2021 equivale a quella del 2019. Numericamente le cerimonie sono state molte, perché quest’anno si sono svolte sia quelle rimandate nel 2020 e sia quelle programmate per il 2021. Ma le famiglie hanno ridotto il proprio budget di spesa. Per cui se prima della pandemia, oltre alla sposa, compravano le scarpe anche la madre e la sorella, per esempio, quest’anno l’acquisto lo compie solo la protagonista.

Le prospettive

Quali prospettive?
Siamo stati costretti a chiudere per ferie perché i fornitori a cui ci rivolgiamo per reperire i materiali chiudono ad agosto. E noi non possiamo fare scorte perché le nostre scarpe vengono personalizzate da chi le compra. Le prospettive sono buone, salvo incertezze. Come di consueto, da novembre a gennaio sarà il periodo di stop. Poi da marzo-aprile fino a settembre contiamo di riprendere la produzione a pieno ritmo. La questione da affrontare è l’aumento del 15-20% sul prezzo delle materie prime.

Produzione?
Tutta locale. Lavoriamo molto con la personalizzazione e impieghiamo 3, massimo 4 settimane per la consegna.

 

 

Come si sceglie una scarpa da sposa?
In base alla location e al vestito. Ad esempio, sul prato di una villa è sconsigliato il tacco a spillo. Dipende anche dall’abito nuziale e dalla coppia, visto che si tende a non far apparire la sposa più alta dello sposo. Noi suggeriamo una scarpa semplice che non prevarichi l’abito. E dipende anche dalla geografia…

Ci spieghi meglio…
Influisce se il matrimonio viene celebrato al Nord o al Sud. Al Sud è obbligatoria la suola bianca e viene preferita una scarpa più luminosa, magari impreziosita con Swarovski o glitter, mentre al Nord il gusto è più soft.

Ma qual è, in sostanza, la caratteristica principale di una scarpa da sposa?
La comodità. Deve essere maggiore di una calzatura elegante normale, perché la sposa dovrà indossarla per circa 12 ore. (mv)

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×