Se ne va Sergio Rossi (85), protagonista del made in Italy

Se ne va Sergio Rossi (85), fondatore dell'omonimo brand

La moda calzaturiera perde una delle firme più illustri del made in Italy: se ne va Sergio Rossi. Il celebre stilista si è spento ieri all’età di 85 anni all’ospedale di Cesena, vittima del Coronavirus. La sua storia di vita è lo specchio di un’Italia del boom economico, capace di salire sul tetto del mondo grazie al duro lavoro e a una grande dote di genio creativo. Il ricordo di Giuseppe Baiardo.

Se ne va Sergio Rossi

Sergio Rossi il mestiere lo impara dal babbo calzolaio in una San Mauro Pascoli poverissima. L’apertura della fabbrica arriva all’inizio degli anni ’50 ai bagliori del nascente distretto calzaturiero. Come era in voga in quegli anni, a San Mauro le prime scarpe erano destinate al nascente turismo del mare, poi sono arrivate la nascita di uno stile proprio e l’entrata nel mondo della moda e del jet set internazionale. A ispirare le prime campagne pubblicitarie fu niente meno che il celebre fotografo Helmut Newton, mentre a indossare le sue scarpe le stelle del cinema come Anita Ekberg nella “Dolce Vita” e Silvana Mangano in “Gruppo di famiglia in un interno” di Visconti. Per Sergio Rossi negli anni ’70 arriva il massimo della popolarità, con le collaborazioni con stilisti del calibro di Versace e l’apertura di boutique monomarca in giro per il mondo.

La fase matura

Nel 1999 arriva la svolta storica: Rossi cede il 70% dell’azienda al gruppo Gucci per la cifra di 96 milioni di dollari. Sei anni più tardi arriva anche la vendita del restante 30%. Con tutta questa liquidità Sergio Rossi decide di buttarsi nel mercato immobiliare, ma le cose non andranno bene come nelle scarpe. Queste, infatti, sono la sua ragione di vita, tant’è che decide di formare le giovani generazioni mettendosi alla guida della scuola internazionale del Cercal dal 2007 al 2013, già presieduta dal1985 al 1990. Negli anni successivi affianca il figlio Gianvito nella sua avventura imprenditoriale col marchio GGR. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nella moda italiana. Avrebbe meritato un funerale con tutti gli onori nella sua San Mauro. L’assurdità di questa situazione gli nega anche questo.

Il ricordo di Baiardo

“Sergio Rossi è stato per me un secondo padre: prima un grande uomo e poi un grande imprenditore – spiega commosso Giuseppe Baiardo, del calzaturificio CDivertiamo –. Ci conosciamo dal 1978. Sono 42 anni nei quali abbiamo condiviso tanti momenti, felici e non. Mi ha aiutato e mi ha insegnato tanto, in primo luogo a lavorare per passione e fare bene quello che stiamo facendo, senza pensare al denaro. Perché se lavori bene prima o poi il denaro arriva – conclude l’imprenditore calzaturiero –. La notizia della sua scomparsa mi addolora molto e voglio esprimere la mia vicinanza ai suoi cari“.(art/ff)

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