L’unione fa la scarpa: a Capannori nasce la rete di imprese 4.0

L’unione fa la scarpa: a Capannori nasce la rete di imprese 4.0

L’unione fa la forza. In questo caso: l’unione fa la scarpa. Con questo obiettivo, il Comune di Capannori (Lucca) ha lanciato il progetto di una rete di imprese del proprio distretto calzaturiero. Sono 65 le aziende del comparto (tra calzaturifici, lavorazioni e componentistica) interessate a partecipare. L’idea è quella di costituire un network per rilanciare e sviluppare il distretto produttivo di Segromigno in Monte (frazione di Capannori) che conta circa 250 calzaturifici e 100 imprese dell’indotto.

L’unione fa la scarpa

“Un importante percorso di aggregazione tra le imprese del settore”, spiega una nota del comune toscano. L’iniziativa nasce da un’assemblea promossa dall’amministrazione comunale e svolta presso il Polo Tecnologico di Segromigno in Monte. Oltre 65 le aziende del distretto calzaturiero presenti. L’occasione ha permesso di tracciare un percorso strategico a tappe. Si parte con la definizione di contratto di rete e l’adesione delle singole imprese. Si proseguirà con la progettazione (entro la fine dell’anno) di un piano pluriennale strategico.

 

 

Cluster 4.0

Sono previsti interventi e servizi per il distretto in chiave di marketing territoriale e promozione del cluster. Ma anche progetti innovativi di ricerca, sviluppo e innovation tecnology, eventi e internazionalizzazione, networking e training. È già stato individuato un primo pool di professionisti, coinvolti dal Comune di Capannori e dalla locale Camera di Commercio, che sosterranno la fase di startup del progetto. Tra le azioni in cantiere c’è anche la promozione di un cluster 4.0 implementando strumenti online per sviluppare il mercato (anche a livello internazionale) e l’innovazione.

Immagine di repertorio, archivio La Conceria

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